4 maggio 2013

Ricerca della felicità

“Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson e alla Dichiarazione di Indipendenza, quando parla del nostro diritto "alla felicità, libertà"... "e ricerca della felicità". E ricordo d'aver pensato: "Come sapeva di dover usare la parola “Ricerca”? Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire e che forse non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo. Come faceva a saperlo?”

  
Premessa: in questo post non troverete delle risposte, ma solo domande, certe volte non riesco a trovare un paio di calzini figuriamoci la felicità.

Ogni giorno leggiamo sui giornali o sentiamo alla televisione che la ripresa della crisi che stiamo vivendo certo non arriverà presto, eppure sono convinta che qualcosa di buono da questa situazione si possa ricavare e non sono la sola, alcuni esperti infatti sostengono che proprio questo sia il momento ideale per migliorare la propria vita, ma come?
Quando ci troviamo in una situazione difficile le opzioni che abbiamo sono solo due a mio avviso: buttarsi completamente giù oppure sfruttare la propria creatività, ingegno e determinazione per cambiare le cose.



Questo è quello che fa Chris Gardner protagonista de La ricerca della felicità.
Il film è tratto dalla storia vera del protagonista che nei primi anni ottanta si guadagna da vivere vendendo scanner che servono a rilevare la densità ossea negli ospedali, ma essendo pagato a provvigioni non riesce a mantenere la famiglia, le vendite infatti sono scarse.
Il lavoro quindi non frutta, la moglie lo lascia e lui come se non bastasse perde la casa. Tutto sembra andare completamente a rotoli fino a quando decide di accettare un posto come stagista non retribuito presso una società di consulenza finanziaria. Questa decisione darà una svolta positiva alla sua vita, e un sospiro di sollievo allo spettatore in agonia per le sue disavventure!

Quindi possiamo dire che il cambiamento, la tenacia e l' ambizione sono il vero punto di partenza per la ricerca della felicità?
Oppure la felicità sta nel saper apprezzare e accontentarsi di quello che si ha già?

Mi sento come Marzullo: faccio la domanda e già che ci sono, mi do anche la risposta.
Domani proporrò un post decisamente più “easy”, promesso!


12 commenti:

  1. è una domanda che mi pongo sempre più spesso.... la felicità è sapersi accontentare o cercare di migliorare? secondo me tutte e due cioè essere felici di quello che si ha ma puntare in alto con la consapevolezza che anche se le cose non andassero come sperato si ha sempre un porto sicuro dove poter tornare!

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  2. ma sai che ancora io non l'ho visto questo film?

    http://namelessfashionblog.blogspot.it/
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    1. Il film è bello e toccante, guardalo appena puoi!

      Grazie per la visita!

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  3. Il film l'ho visto un paio di volte almeno, bel post!

    Se ti va passa da me, possiamo seguirci!
    http://lowbudget-lowcost.blogspot.it/

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    1. Grazie del complimento, passo da te sicuramente!

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    Have a lovely week dear

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  5. Post molto carino. Un film che pur essendo piuttosto banale e "populista" ho apprezzato perché presente in un periodo ben specifico della mia vita in cui avrei voluto essere come il protagonista.

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    1. Grazie per il complimento, e sì in effetti può risultare populista, ma mi ha toccata e non potevo non parlarne.

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  6. Adoro questo film, non perdo mai occasione di rivederlo. Io come Amelie, adoro guardare i film tante volte. Un po' perchè conoscerne la fine mi rassicura forse...e un po' perkè mi emoziono sempre...trovo sempre qualche significato non colto la prima volta...qualche particolare sfuggito....Io penso che la felicità sia un'insieme di componenti. Aspirare al meglio e non perdersi d'animo, sfruttare le occasioni, sapersi accontentare...e tanto altro, che sta alla base del carattere di una persona, oppure nelle esperienze che ha vissuto...in un cambiamento...tante componenti. Bisogna sapere riconoscere, fare un percorso interiore di conoscenza di se stessi, e arrivare a capire le priorità. La necessità di qualche compromesso a volte. Ecco forse perkè la felicità va ricercata. E' un percorso, la ricerca di tante cose, che poi messe insieme danno un risultato. Come te penso che la crisi stimoli la creatività e l'ingegno. Per me, in casa mia, è stato così! E ne sono felice e grata! Non avrei imparato a fare le cose che faccio. E non avrei migliorato le mie scelte, giacchè provengo da un periodo economico passato, in cui questi problemi non c'erano, e non mi è mai mancato nulla pur non navigando nell'oro. Ma diciamo che con dei sacrifici si riusciva a fare di più rispetto ad oggi, dove spesso il sacrificio non basta, e sfocia nella rinuncia. Einstein sosteneva questo pensiero, e io l'ho sposato. Come te ^_^

    www.mystrawberrynose.blogspot.it

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