6 marzo 2014

La grande bellezza e la grande amarezza

Agli americani è stato presentato come una sorta di nuova Dolce vita. In realtà, per stessa ammissione del regista Paolo Sorrentino, la città che viene mostrata e raccontata non è esattamente la Roma reale. La nostra capitale è senza alcun dubbio una delle città più belle del mondo, ma in questa ultima opera del regista napoletano, indossa una veste sicuramente più regale ed elegante, veste che contribuisce a rafforzare l'immagine che hanno gli americani dell'Italia. Probabilmente è proprio questa visione stereotipata del nostro paese uno degli elementi che hanno contribuito alla vittoria.

La grande bellezza non è un film per tutti. Con questo non voglio certo dire che non sia comprensibile da alcuni e da altri sì, non sono nessuno per poterlo affermare. Quello che voglio dire è che è un film potente, che divide come solo i grandi film sanno fare e che non tutti riescono ad apprezzare.
Così, in seguito alla vittoria agli ultimi Oscar, chiunque si è sentito quasi in dovere di dire la propria, politici compresi, che hanno colto l'occasione per gonfiare la storia come solo loro sanno fare: Vendola ringrazia «tutti coloro che hanno reso possibile questa magnifica opera», la Boldrini afferma che «il cinema è risorsa fondamentale per la cultura», Napolitano parla di «una grande vittoria per l'Italia» e la ministra europea alla Cultura Vassiliou esclama: «Fantastica Italia» ... Sì, fantastica, peccato che poi si scordino tutti di sovvenzionare la cultura come dovrebbe essere fatto in un paese normale.
La forza dei social ha poi facilitato la divulgazione del dibattito, alimentando polemiche infinite che spesso lasciano il tempo che trovano. 
Martedì sera hanno mandato in onda in prima serata questa chiaccheratissima pellicola (gesto peraltro scontato come i saldi di fine stagione). Il web tanto per cambiare si è diviso: ti è piaciuto La grande bellezza? solo perché sei uno pseudo intellettuale! Non ti è piaciuto? probabilmente è perché per te sono adatti solo programmi d'alto livello culturale come quelli condotti dall'odiosa Barbara d'Urso.
Il fondo poi si è toccato con i sostenitori accaniti di un certo Silvio, che tanto per cambiare si è preso il merito di tutto, proprio lui che ha "fatto tanto bene all'Italia": Mediaset vista come il  "volano del migliore sapere italiano" scrive qualcuno. Mi vengono i brividi. 

Non volevo scriverne, perché mi sembrava di contribuire in qualche modo alle polemiche, ma leggere certe cose fa arrabbiare. Fa arrabbiare il fatto che non si parli più neanche del film stesso e dei suoi contenuti, fa arrabbiare il fatto che tutto venga plasmato per poter diventare motivo di vanto per alcuni, fa arrabbiare l'ipocrisia che si nasconde dietro a certe trovate pubblicitarie, fa arrabbiare il fatto che tutti (o quasi) si sentano in diritto di poter criticare in maniera arrogante e presuntuosa una pellicola solo perché in questi giorni "va di moda" parlarne. Nanni Moretti in Sogni d'oro dice «E poi diranno che è un film furbo, banale, scontato, facile. Tutti si sentono in diritto, in dovere, di parlare di cinema […] Parlo mai di astrofisica, io? Io non parlo di cose che non conosco». Ma se proprio ne devi parlare informati prima e cerca almeno di pensare a quello che dici.
Parlare e discutere di cinema è una cosa meravigliosa basta però non scadere nell'ovvio, nell'insulto gratuito, nella pochezza. Se il cinema è definito la settima arte un motivo ci sarà, vorrei solo che venisse ricordato più spesso.

10 commenti:

  1. Domanda sorge spontanea: tu che ne pensi del film? Io l'ho guardato poco tempo fa (ma prima di golden globes etc). Mentre lo guardavo ero sdubbiata, pero' a distanza di un mese ancora lo "sento" dentro. Ma io del resto sono una expat in forte nostalgia, la cui citta' preferita al mondo e' Roma e questo film tocca tutte le mie corde. A me pare di esserci nel film, di sentire quanto e' calda la citta' con quella immagine della fontana al gianicolo cosi accecante, di sentire quel profumo che solo le notti di estati a Roma hanno, di sentire anche io lo stupore e la bellezza di una suora che gioca a acchiapparella in un bellissimo giardino. l'ho capito molto dopo che il film e' una collezione di diapositive di grandi bellezze- e io a un mese di distanza quelle bellezze le sento tutte. Ottimo film. Tanti hanno detto che meritava di piu' tornatore. Bello quello di tornatore, ma questo di film ha mille passi in piu' secondo me.

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    1. Bella domanda! Se devo essere sincera ho visto il film molto tempo fa e da allora non l'ho recensito proprio perché non ero riuscita a capire se mi era piaciuto oppure no. Sicuramente dovrò vederlo una seconda volta per chiarirmi le idee.
      Spero che con la seconda visione La grande bellezza riesca a colpirmi tanto quanto ha colpito te.

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  2. se ne sono lette di tutti i tipi.
    però va bene così. almeno per una volta in italia si è parlato di cinema, sebbene il cinema spesso sia stato usato solo come un pretesto. tutti ne hanno parlato e tutti ne hanno sparlato e quanto ne è uscito fuori da tutto questo vociare è esattamente l'italia ritratta da sorrentino nel suo film.

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    1. Sfortunatamente hai perfettamente ragione.

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  3. Hai fatto bene a scrivere invece. Avrei voluto saperlo fare bene come hai fatto tu. è la cosa migliore che ho letto da martedì sera in poi.

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    1. Fino all'ultimo ero nel dubbio ma alla fine ho pubblicato quindi grazie per il commento, mi fa piacere sapere che tu abbia apprezzato nonostante sia un post che si discosta da quelli che pubblico solitamente.

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  4. Io sono dell'opinione che un film possa piacere e non piacere, al di la di ogni critica, di ogni vittoria, di ogni cosa. Parlando solo del film, per quanto la fotografia sia veramente bella, a me non è piaciuto. E la cosa che mi dispiace è che in parte non mi è piaciuto perchè racconta una tristissima realtà.
    Un bacione cara!

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    1. Quello invece a mio avviso è uno dei suoi grandi pregi, ma sono punti di vista e come dico sempre il confronto mi piace molto, basta che sia fatto con rispetto delle opinioni altrui.

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  5. D'accordissimo con te. Sentire tutto questo chiacchiericcio, apostrofando Jep Gambardella, da un lato mi ha innervosito, soprattutto verso gli sputasentenze senza cognizione di causa, ma anche verso coloro che in un attimo sono saliti sul carro del vincitore, probabilmente senza aver visto nemmeno il film... però in questa settimana in Italia si è parato di cinema, cosa rara che fa sempre uno strano effetto... poi, come dice qui su Marco, la risultante è l'immagine dell'Italia descritta con tanta cura da Sorrentino nel film, che forse, a guardar bene, dalla realtà non si discosta poi di molto...

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