“E
mentre sedevo là a riflettere sul vecchio mondo sconosciuto, pensai
alla meraviglia di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde
sul molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per arrivare a questo
prato azzurro, e il suo sogno gli doveva essere sembrato così vicino
da non potergli più sfuggire. Non sapeva che l'aveva già alle
spalle, da qualche parte nella vasta oscurità oltre la città, dove
i campi bui della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby
credeva nella luce verde, al futuro orgiastico che anno dopo anno
indietreggia di fronte a noi. Ci è sfuggito allora, ma non importa -
domani correremo più forte, allungheremo ancora di più le
braccia... e una bella mattina... Così remiamo, barche
controcorrente, risospinti senza sosta nel passato.” - il
grande Gatsby
Ieri approfittando dell'
ultimo giorno della festa del cinema sono andata a vedere l'
attesissimo “ il grande Gatsby” che a quanto ho letto, al
festival di Cannes non ha ricevuto un' accoglienza particolarmente
calorosa. Premesso che il film mi è piaciuto, ho trovato certe scene
troppo cariche ed eccessive (compreso il tentativo di avvicinare la
musica jazz dell' epoca a ritmi più contemporanei) che garantiscono
sì una buona spettacolarizzazione ma al tempo stesso fanno a
cazzotti (a mio giudizio) con il minimalismo di Fitzgerald.
La storia ormai nota
(quasi) a tutti è quella di Nick Carraway che arriva a New York
durante l' estate che si trova a contatto con un mondo completamente
diverso dal suo, fatto di lusso, amori impossibili e sogni
incorruttibili. Il romanzo avanza delle critiche neanche tanto velate
a quello che era il mondo a quell' epoca, ma vede come assolute
protagoniste la speranza e l' illusione, una storia di attese e di
solitudini di memoria e speranza di poter annullare il tempo "Non
si può ripetere il passato" dice Gatsby "Ma certo che si
può".
Gatsby inizialmente viene
presentato come un uomo misterioso e vincente ma alla fine si rivela
per quello che è realmente: un uomo accecato e illuso tormentato dal
suo passato che non riesce a dimenticare.
In una società dell'autoconvincimento e del benessere l'obbiettivo comune è quello di arricchirsi, di poter di realizzare i propri desideri e salire la scala sociale. Il Grande Gatsby non racconta la storia di un vincente ma di chi ha disperatamente tentato ed ha fallito, mostrando quanto illusorio possa essere il traguardo quando alla base ha solo speranze inevitabilmente destinate a dissolversi perchè non poggiate su basi concrete. In un certo senso il romanzo racconta la morte dell'American dream. Io non so voi ma ci vedo tanto di quella società in questa di oggi.



