"La
sua voce è come l'aria di Parigi. Lei mi ha fatto viaggiare, lei mi
ha fatto piangere - La vie en rose
Avec mes souvenirs j'ai allumé le
feu, mes chagrins, mes plaisirs, je n'ai plus besoin d'eux! Balayés les amours avec leurs
trémolos, balayés pour toujours, je repars à zéro.
Coi miei ricordi ho acceso un fuoco.
I miei dispiaceri, i miei piaceri non ho più bisogno di
loro! Spazzati via gli amori con tutti i loro tremolii, spazzati
via per sempre, riparto da zero.
Questo è quello che cantava
Edith Piaf nella canzone Je ne regrette rien(che
amo profindamente), che descrive la vita di questa
straordinaria artista meglio di qualsiasi altra cosa.
La sua esistenza viene raccontata nel film La vie
en rose di Olivier Dahan,
che di rosa ad onor del vero ha
avuto veramente poco(escluso il successo internazionale): salute
cagionevole, infanzia a dir poco movimentata passata nella miseria(
che fa tanto Oliver Twist), abbandonata dalla madre, segnata da
problemi con l' alcol e diciamolo una dose di sfortuna talmente tanto
grande da far diventare scaramantico anche il più convinto degli
scettici.
Gli occhi della
strepitosa Marion Cotillard, quasi irriconoscibile alle prese con una
grandissima interpretazione, sono luminosi, espressivi, rivelano
tutte le tragedie i dolori e i turbamenti che hanno attraversato la
vita di Edit.
Non privo di pecche
ovviamente, a cominciare dalla durata eccessiva, questo film è
comunque un bel ritratto di una vera leggenda della musica, una donna
che anticipò l' inquietudine
degli artisti della rive gauche tra i quali Juliette Greco. La
piccola mome, passerotto spaventato e fragile all' inizio della sua
carriera poi donna determinata a non rinunciare alla sua arte
nonostante le condizioni di salute, visse intensamente tutto quanto
compreso gli amori. Se ne andò nel 1963 lasciando un intenso
ricordo, (che dura ancora a distanza di anni) proprio come intensa fu
la sua vita.



