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5 dicembre 2013

Frances Ha

«Voglio quell' istante.  È quello che cerco in una relazione, il che spiega perchè adesso sono single! è un po' difficile da spiegare ... è quella cosa che quando sei con qualcuno e tu lo ami e lui lo sa, e anche lui ti ama e tu lo sai. Ma sei ad una festa e tutti e due state parlando con altra gente, ridendo allegramente. Poi guardi in fondo alla sala e i vostri sguardi s'incrociano, ma non in maniera possessiva o con l'intenzione di fare sesso, ma perchè quella è la tua persona in questa vita. È insieme buffo e triste, ma solo perchè la vita poi finisce; ed è questo mondo segreto, che esiste proprio lì in pubblico, inosservato, di cui nessun altro sa nulla che cerco. È come quelli che dicono che le altre dimensioni non contano, ci stanno intorno ma non abbiamo modo di percepirle ... questo è quello che vorrei avere in una relazione o semplicemente dalla vita, credo. L'amore.»


Frances e Sophie sono come "una vecchia coppia lesbica che non fa più sesso" o per dirla in altre parole sono due amiche molto legate tra loro, che condividono un appartamento in una Brooklin "alleniana". 
Per Frances tutto cambia in un giorno: dopo aver rifiutato la proposta di convivenza ricevuta dal fidanzato ed aver chiuso la loro relazione, Sophie le comunica di volersi trasferire in un altro appartamento senza di lei. Frances che è una ballerina con un posto precario in una compagnia di danza si trova faccia a faccia con la dura realtà: non ha soldi per potersi permettere un appartamento, ha rotto con il fidanzato e la paura che la sua amicizia con Sophie, che è anche il suo unico punto di riferimento, possa finire è sempre più forte.

Un film che mi ha davvero stupita, che colpisce per la forte ironia e la simpatia che inevitabilmente ispira il personaggio interpretato da una bravissima Greta Gerwig (anche sceneggiatrice) che porta in scena una piccola eroina moderna dalla vitalità contagiosa e un po' imbranata, ancora forse non del tutto uscita dall'adolescenza. 
Ottima la scelta di usare il bianco e nero e di trattare una storia d'amicizia come fosse una d'amore ma soprattutto di procedere per tutto il tempo all'insegna del buon umore e del sorriso senza però dimenticare un retrogusto amaro. 
Proprio queste caratteristiche fanno venir voglia di saltare sul divano o di correre e ballare a ritmo di Modern Love di David Bowie  come fa Frances per le strade di una romantica New York. 
Un film che a differenza di altri ha molto da dire e lo fa in maniera intelligente.


27 novembre 2013

I film del giorno: The art of gettin by & Le Prénom

The art of gettin by
«Ci sono 6,8 miliardi di persone sulla terra e di questi ne muoiono 60 milioni l'anno. Facendo i calcoli, ci sono circa 160.000 morti al giorno, 6.600 l'ora, 110 al minuto.
Mi ricordo una frase che lessi da bambino: "viviamo da soli, moriamo da soli e tutto il resto è solamente un'illusione". Non ci dormivo la notte. Muoriamo tutti da soli, quindi perchè dovrei passare la mia vita a lavorare, sudare e affannarmi. Per un illusione? Perchè non ci sono amici, ragazze, esercizi per coniugare i verbi che mi faranno scappare dal mio destino».
Al centro della narrazione ci sono George, un adolescente che sembra non nutrire alcun interesse verso la scuola e le sue attività e Sally, sua coetanea nonchè prima persona ad averlo incuriosito veramente. Detta così suona come la classica storia da teen-movie, ed in effetti non sarebbe una definizione completamente errata, se non fosse che questa pellicola qualche sorpresa la riserva. Sicuramente non è un capolavoro ma è comunque una storia che scorre facilmente senza grandi intoppi concedendo allo spettarore una piccola dose di sentimentalismo senza però diventare zuccheroso.
Essendo l'esordio alla regia di Gavin Wiesen possiamo sicuramente promuovere la pellicola, grazie anche a due attori come Freddie Highmore ed Emma Roberts che nonostante la giovane età dimostrano grande potenziale. Un film ideale per chi è interessato al cinema indipendente. Trailer
  Le Prénom
«Io non sono omosessuale! - Sei praticamente l'unico a non saperlo allora!»
Prendete un appartamento a Parigi, cinque amici con idee completamente diverse su tutto, uno più sconcluisionato dell'altro, una domanda sconveniente e una serie di esilaranti conseguenze. Shakerate bene e quello che otterrete è una commedia fresca, brillante e divertente. Come ho già scritto più volte, le commedie francesi io le adoro tutte (o quasi) ma qui non si tratta solo del mio amore incondizionato per questo genere, è che Le Prénom - in Italia Cena tra amici - è effettivamente una bella commedia che non risente assolutamente del fatto che tutta la narrazione avviene all'interno di una sola stanza (stile Carnage ma con toni decisamente più scanzonati).  110 minuti in cui, in un crescendo dialettico, si confrontano e si scontrano Pierre lo snob, Elisabeth l'insofferente,  Vincent lo sbruffone, Anna la perbenista sempre in ritardo e Claude il precisino per gli amici Svizzero. Le apparenze verranno presto abbandonate per liberare finalmente la vera natura di questi personaggi, tanto contraddittori quanto adorabili. Trailer

21 novembre 2013

I film del giorno: See girl run & Un plan parfait

L'insoddisfazione per la propria vita porta Emmie, una giovane sposa, a pensare più volte al passato, a quello che ha lasciato dietro di se quando ha deciso di trasferirsi in una città diversa da quella natale. Le capita più volte di fantasticare su cosa sarebbe potuta diventare se invece di trasferirsi fosse rimasta a casa, vicino alla sua famiglia e soprattuto vicino a lui, Jason, con il quale ha vissuto una storia importante mai realmente conclusa.
Cosa fare allora quando il dubbio ti attanaglia? Emmie decide di fare ritorno a casa per capire se ciò che si è lasciata alle spalle molti anni fa è in realtà ciò che le serve per ravvivare la sua esistenza oppure no.

Un film sincero che riesce a raccontare con delicatezza e giusti tempi, la difficoltà di riuscire a trovare entusiasmo e bellezza in quello che già possediamo. Il ritorno a casa di Emmie è un ritorno al passato, alle proprie radici, alle lunghe chiaccherate con il padre, alle confessioni tra fratelli e all'amore.
In questa pellicola troverete rimpianti, illusioni e disillusioni, tanti confronti con gli altri e se stessi, una Robin Tunney semplicemente perfetta per questo ruolo al quale riesce a dare la giusta intensità e molto, molto spazio per le riflessioni. Cosa non da poco. Trailer

La trama è semplice e poco innovativa: nella famiglia Lefebvre vige una strana maledizione che coinvolge tutti i primi mariti che le donne di questa famiglia sposano. Il primo matrimonio non è mai quello giusto ed è quindi destinato al fallimento. Isabelle, prossima al matrimonio dopo un fidanzamento decennale, decide di affrontare la maledizione a modo suo: sposando il primo mal capitato divorziando da questo in poco tempo. Questa decisione porterà Isabelle a conoscere Jean, volare sui monti Kilimangiaro, ubriacarsi a Mosca e soprattutto a divertirsi come non faceva da anni.

Io e le commedie francesi andiamo molto d'accordo anzi posso affermare con assoluta certezza di amarle, non ho bisogno di trailer o recensioni perchè tanto mi piaceranno ugualmente, è veramente difficile che non me ne apprezzi una ... per me credo che non ci sia più nessuna speranza.
Questa pellicola in effetti non aggiunge niente di nuovo al vasto panorama delle commedie romantiche. A tratti grottesco, prevedibile, dal finale scontato, nonostante queste pecche ho trovato il film buffo e adorabile, l'ideale per chi ha voglia di rilassarsi e passare qualche ora senza pensieri. Un plan parfait è una perfetta commedia romantica ... d'altronde i francesi in fatto di romanticismo la sanno lunga, o no?

13 novembre 2013

Il film del giorno: The royal Tenenbaums

«Lo so che tutti mi hanno sempre considerato uno stronzo: è il mio stile»
Royal Tenenbaums è cinico, imbroglione ed egoista, un uomo dallo spirito goliardico che in tutta la sua vita non ha mai cercato di nascondere i propri difetti. Tanto per rincarare la dose è anche un marito infedele e un padre assente. Ha tre figli: Chas, Richie e Margot, tre ragazzi che sin dalla più tenera età dimostrano di essere straordinariamente brillanti e talentuosi in campi diversi. Con il passare degli anni questi tre piccoli prodigi crescono e con loro anche i disagi che si portano dentro. Cinici ed insoddisfatti, lentamente finiscono a vivere una vita triste e vuota. Questa grottesca famiglia vive in una New York quasi irriconoscibile e fuori dal tempo, veste solo anni '70 come a voler accentuare il loro essere rimasti ancoràti al passato, (anche se sembra che in realtà si tratti di un omaggio a Peanuts) e sono tutti completamente fuori dagli schemi!
Le avventure dei Tenenbaums sembrano quasi far parte di un romanzo: una voce fuori campo ci racconta la storia divisa in capitoli, fattore che contribuisce a rendere ancor più particolare questa pellicola.
La ricerca estetica, la dedizione al dettaglio e la colonna sonora sono ad alti livelli, proprio come le scenografie, fattori che comunque non penalizzano i contenuti. Anzi, in bilico tra sottile comicità e dramma Wes Anderson è riuscito magistralmente a rappresentare amori impossibili, rapporti familiari complessi, fallimenti e incomprensioni che se pur ambientati in un tempo quasi fiabesco sono elementi che ritroviamo anche nella realtà. Un quadro di famiglia dove paradossalmente tutti sembrano essere le "pecore nere" rompendo così con il mito alla "mulino bianco", i dialoghi sono arguti e dallo stampo british "Lui mi salvò la vita, sapete. Trent'anni fa fui accoltellato in un bazar a Calcutta. Lui mi portò in spalla fino all'ospedale". "E chi ti aveva accoltellato?" "Sempre lui" e le situazioni irreali nascondono piccole verità . Non tutti i registi riescono mantenere l'equilibrio tra tutti questi elementi discordanti, proprio per questo mi riesce difficile classificarlo o definirlo ... alla fine il tutto si potrebbe riassumere in due parole: ottimo cinema.

7 novembre 2013

I film del giorno: Stuck in love & Hysteria

  Stuck in love
Una famiglia come tante altre con una storia comune a molte, ma allo stesso tempo speciale. La famiglia Borgens ormai è divisa. Erica e William, dopo anni di matrimonio, decidono di separarsi. I loro figli non potrebbero essere più diversi di così: Samantha è una ragazza che non ha nessuna intenzione di innamorarsi per evitare la fine che hanno fatto i suoi genitori mentre Rusty vuole esattamente il contrario per questo cerca di conquistare la ragazza dei suoi sogni. Ad unirli è la passione e il talento ereditato dal padre, quello per la scrittura.
È una storia delicata che parla di seconde possibilità, di speranze perse e di primi amori. Una storia comune, forse a tratti prevedibile ma che ha il grande pregio di lasciare comunque il segno. Belle le interpretazioni, anche se a colpire l'attenzione è soprattutto la brava e bella Lily Collins che mostra sempre più grande talento e maturità.
Da vedere se avete apprezzato pellicole come Crazy Stupid Love o The Perks of Being a Wallflower. Trailer

 Hysteria
Londra 1880. Questi sono anni  in cui le scoperte scientifiche e tecnologiche sono quasi all'ordine del giorno. Mortimer è un giovane medico che combatte per far valere le nuove scoperte nel campo della medicina e che grazie alla collaborazione con il Dottor Darlymple  inventa un sistema per curare l'steria femminile, considerata una sorta di nevrosi tipica delle donne dalla quale difficilmente si guariva e: il vibratore. 
Una commedia leggera che romanza non poco la storia vera di uno strumento che nasce per la cura dei muscoli indolenziti in fisiatria ma che diventerà, negli anni settanta del novecento, uno dei simboli della rivoluzione sessuale femminile.
La pellicola gioca su questo tema senza mai prendersi troppo sul serio per questo risulta godibile, divertente e perfetta se siete in cerca di qualcosa di non impegnativo, leggero e ben calibrato. Trailer