❝ Io penso che l'amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall'amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l'amore. Devi pensarci ❞.
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24 ottobre 2014
28 agosto 2013
Viaggio nella Ville Lumière con Gil
Di pellicole girate in questa bellissima capitale francese ce ne sono molte, si pensi al Favoloso mondo di Amélie, Un americano a Parigi ma anche Ultimo tango a Parigi ... Scelgo questa pellicola tra le tante perchè i primi minuti sono una vera e propria cartolina degli angoli più belli della città che mi fanno sempre tornare alla mente bellissimi ricordi. Perciò, allacciatevi le cinture perchè con il post di oggi si parte alla scoperta di alcuni angoli della città più romantica d'Europa!
Tra le ninfèe e il ponticello giapponese, costruito nella casa di Monet, ora diventata museo, ha inizio l'incredibile storia di Gil, uno scrittore perdutamente innamorato di lei ... Parigi ovviamente. Proprio in questa scena il protagonista ammette di aver pensato ad un possibile trasferimento nella città, come non comprenderlo?
La casa di Monet in realtà ha due giardini, ma quello giapponese è sicuramente quello più suggestivo, non è un caso se oltre 200 quadri dell'artista abbiano come soggetto proprio questo giardino. Fa specie pensare che al momento della sua realizzazione, il famoso laghetto, che sfrutta il Ru, fosse motivo di preoccupazione per i vicini che temevano l'avvelenamento dell'acqua!
Il viaggio continua e ci porta a Versailles. Nel film a dare una leggera infarinatura sulla sua storia ci pensa il "pedante" Paul, perciò vi risparmio la stessa tortura. Provate però ad immaginare cosa non doveva essere la reggia ai tempi di Maria Antonietta, quando venivano organizzate delle grandiose feste e niente sembrava poter rompere quella magica atmosfera.
Hotel a cinque stelle, ha la bellezza di 42 suite, tutte rivolte verso il Jardin des Tuileries. Se non avete modo di poter vedere il suo interno, Allen vi da la possibilità di ammirare invece la cosa che secondo me ha di più bello da offrire: il panorama. Che meraviglia!
Il vero viaggio di Gil inizia quando, scoccata la mezzanotte, si avvia verso la Parigi degli anni venti, nella quale conosce personaggi che hanno fatto la storia del mondo letterario e artistico dell'epoca. La chiesa è situata a Sainte-Geneviève, in stile gotico, oltre ad essere bellissima ospita le ceneri di Racine e Pascal.
Se andate a Parigi non potete certo saltare quello che viene considerato un vero must per i turisti. No, non parlo della Tour Eiffel, ma dei mercatini delle pulci. In uno di questi Gil compra un vinile, ma qui potete trovare anche abiti e oggetti vintage, pezzi unici che gli appassionati del genere di certo non possono farsi sfuggire!
Altra tappa assolutamente da non perdere è il Musée de l'Orangerie, famoso soprattutto perchè al suo interno si possono trovare le note Nymphéas di Claude Monet. Ovviamente nella pellicola, Paul non perde occasione per vantarsi con tutti della sua cultura (un personaggio davvero odioso). Il museo è situato nei Jardin des Tuileries e la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito. Non avete scuse per non andare!
Il nostro viaggio si conclude qua, al Pont Alexandre III, dove Gil in una sera di pioggia ritrova Gabrielle, la ragazza del negozio di dischi. Il ponte è sicuramente uno dei più belli e importanti di Parigi, collega il Grand Palais e il Petit Palais all'Hôtel des Invalides. Su i suoi piloni troviamo rappresentata la storia della Francia: quella medievale, rinascimentale, assolutista e quella moderna. Una vera gioia per gli occhi.
«Perché non qui? Perché non ora? Quale posto migliore di Parigi per sognare?»
15 maggio 2013
Sindrome dell' epoca d' oro
La
nostalgia è negazione, negazione di un presente infelice. E il nome
di questo falso pensiero è sindrome epoca d’oro, cioè l’idea
errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui
viviamo. Vedete, è un difetto dell’immaginario romantico di certe
persone che trovano difficile cavarsela nel presente.
Avete
mai immaginato di vivere in un' epoca diversa dalla vostra e di
averne nostalgia? Immaginare quei tempi che non abbiamo mai vissuto,
e mitizzarli proprio perchè non gli abbiamo toccati con mani e
occhi.
Io
sì, tante tantissime volte!
Camminare
sotto la pioggia a Londra negli anni '30
La
musica Jazz
Gli
abiti
Gli
artisti in continuo fermento …
Molto
probabilmente è una sorta di circolo vizioso, proprio come si vede
anche nel film Midnight
in Paris. Chi vive ai
giorni nostri magari preferirebbe aver vissuto alla corte di Maria
Antonietta, essere un soldato dell' antica Roma, o uno studente del
'68, al tempo stesso quella stessa dama alla corte di Maria
Antonietta avrebbe preferito vivere ai tempi di Leonardo, lo studente
del '68 nel medioevo e via dicendo.
Ed è
quello che fa anche Gil ovvero il protagonista
di
questa storia (anche se la vera protagonista del film è Parigi).
Durante
un viaggio a Parigi con la sua compagna, in piena crisi creativa allo
scoccare della mezzanotte taxi trova tutto quello che desidera:
finisce a una festa con Zelda e Scott
Fitzgerald,
a bere con Hemingway,
a far leggere il suo romanzo a Gertrude
Stein,
a innamorarsi della musa di Picasso e a parlare della paradossale
situazione che vive con i surrealisti Dalì e Man Ray.
Saltando
avanti e indietro nel tempo, Gil realizza gradualmente tutte le
insoddisfazioni della sua vita.
Il
presente non ci piace (quasi) mai, perchè è più difficile e
imprevedibile mentre il passato vive di ricordi, di malinconia per
questo risulta anche più affascinante, ma alla fine (come cerca di
dirci anche Allen con questo film) la cosa migliore da fare è
cercare di vivere il presente al meglio, e apprezzare il più
possibile tutte le cose che abbiamo nel preciso momento in cui le
viviamo e fare del nostro presente l' epoca d' oro.
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