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22 maggio 2013

Technology

“Puoi arrivare a perderti. Perdi tutto: i confini, il senso del tempo … due corpi possono unirsi a tal punto che non sai più chi è chi e cosa è cosa. E quando la confusione raggiunge quell' intensità ti sembra di morire e in un certo senso muori e ti ritrovi da solo nel tuo corpo, separato, ma la persona che ami è ancora lì; è un miracolo: vai in paradiso e torni indietro da vivo!” - L' uomo bicentenario


Quella che viviamo oggi potrebbe essere definita benissimo come l' era della tecnologia, diventata ormai per tutti parte della nostra quotidianità e di un dibattito nel campo della scienza.
Ma su questo tema si sono scontrati tanto tempo fa anche personaggi del calibro di Goethe e Shelley che vedevano l' evoluzione tecnologica negativa e dannosa e nel rapporto uomo - macchina un pericolo per l' uomo (argomentazione che poi è diventata la base per film come Odissea nello spazio o Terminator).
Altri ritenevano questa ipotesi ai confini dell' assurdo tra i quali Asimov dal quale nascerà L' uomo bicentenario.


La fantascienza al cinema come nella letteratura prende forme e colori completamente diversi: certe volte assume forme violente con toni forti e accesi, altre volte invece assume una forma più familiare, dai toni più pacati ed è proprio il caso dell' uomo bicentenario che racconta la storia di Andrew Martin uno dei primi robot di tipo umanoide positronico acquistato dalla famiglia Martin, che avrebbe dovuto svolgere unicamente mansioni domestiche. Ma nel corso della sua permanenza questo dimostra di avere reazioni agli stimoli esterni del tutto inaspettate: inventiva e creatività non solite nei robot lo portano a costruire alcuni manufatti piuttosto originali.
Con il tempo Andrew comincia a porsi delle domande, ad essere sempre più curioso sul mondo che lo circonda e sul suo funzionamento arrivando infine a sviluppare il suo più grande sogno: diventare uomo a tutti gli effetti.

 
Questo film si dimostra un film sensibile e delicato commuovente ed intenso che riesce a far percepire anche ai più piccoli che tutto deve avere un inizio e una fine ma anche l' importanza della diversità e dell' uguaglianza, della conoscenza e della curiosità.

E voi avete timore degli sviluppi tecnologici futuri? La cosa potrebbe sfuggire di mano all' uomo?