Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post

11 febbraio 2014

My blueberry nights

«Quando vai via da un posto rimangono solo i ricordi che hai lasciato nella vita degli altri … o qualche conto in sospeso».

Il treno deraglia, qualcosa non va secondo i piani. Succede, è la vita. Così il mondo di Elizabeth, forse fatto di troppe illusioni, crolla davanti al bancone di Jeremy, barista esperto in cuori infranti. 
Conversazioni semplici, qualche sorriso e una deliziosa torta ai mirtilli con gelato sono gli ingredienti che fanno nascere qualcosa di bello tra i due.
Ma Elizabeth vuole cercare se stessa e guarire da quella sorta di dipendenza che la lega al suo ex. Così parte alla volta di un viaggio che la porta ad altre città, altri bar, altri banconi. Lontana da Jeremy ma vicina a persone diverse tra loro ma accomunate dal fatto di essere dipendenti a loro volta da qualcosa e che l'aiuteranno a trovare esattamente ciò che vuole.

Una storia semplice e forse proprio per questo piacevole. Prevedibile? sicuramente sì, niente di nuovo sotto al sole, eppure c'è qualcosa di questo film che rimane attaccato addosso allo spettatore. Forse è grazie alla dolcezza della narrazione, o degli stessi protagonisti. O forse è grazie alla magia che si nasconde dietro al racconto della quotidianità, che il film non risulta troppo banale. Senza alcun dubbio contribuisce il valore simbolico che viene attribuito anche alle piccole cose apparentemente insignificanti: un barattolo di chiavi diventa contenitore di speranze e disillusioni, di storie spesso finite male.
My Blueberry nights,  in italiano Un bacio romantico (ma come si fa ad adottare un titolo così orrido?) poteva essere un film più vivace, le potenzialità c'erano tutte, eppure la pellicola si perde in tempi esageratamente lenti tanto da risultare a tratti statico, nonostante le intenzioni siano quelle di raccontare un viaggio interiore ed esteriore.
Alla fine dei giochi questo film è un po' come le torte che descrive: del cheesecake e della torta di mele non rimane assolutamente nulla, della mousse di pesche e della torta di cioccolato ne rimangono delle fette, mentre la meravigliosa torta di mirtilli rimane intatta. 

27 gennaio 2014

The wolf of Wall Street - incontrollabile cupidigia

Wall Street. Cuore pulsante dell'industria finanziaria statunitense. Qui, transitano indecifrabili quantità di denaro. Soldi fantasma. Ci sono, eppure non è così. Qui, un gruppo di uomini, fedeli della finanza sregolata e selvaggia, decide il futuro di migliaia di persone. Qui, ha inizio la storia di uno che ha saputo costruire un impero sfruttando l'ignoranza delle persone, giostrando magistralmente con il mercato. Di chi sto parlando? di Jordan Belfort, definito dal Financial the wolf of Wall Street, appunto. Un cattivo per definizione. Un broker, truffatore, ottimo oratore (uno di quelli che venderebbe ghiaccio agli esquimesi per intenderci) ambizioso, spregiudicato, sregolato consumatore di droghe, ideatore di grandi party a base di alcol, pasticche e orge. 
Uno che nella vita non si è fatto mancare nulla: soldi a palate, lusso sfrenato, donne bellissime, due divorzi, il carcere e persino un film. Sì, per chi ancora non lo sapesse, Jordan Belfor non è un personaggio di fantasia, è una persona reale. Uno di quei personaggi chiaramente negativi, che ti fanno porre tante, forse troppe domande, il più delle volte quelle sbagliate. Talmente sfacciato da permettersi il "lusso" di fare un piccolo cammeo a fine pellicola. Alla faccia di chi, ancora oggi, cerca di vivere evitando di cadere in trappole amorali.
Quinta collaborazione per DiCaprio e Scorsese, una delle più belle a mio avviso. 
Un film che non risparmia niente, ritmato e sfrenato nelle inquadrature, proprio come tutta la narrazione. Ma va detto subito, mettevi comodi perchè dura la bellezza di tre ore. Tempo questo, in cui il regista decide di non tralasciare nulla, dettagli disgustosi compresi. 
Un DiCaprio assolutamente straordinario, sbalorditivo, fenomenale, che continua a confermare, film dopo film, di essere un attore in grado di risultare molto più che credibile in qualsiasi ruolo, compreso questo suo sfrontato Jordan. Un protagonista circondato da attori che insieme funzionano benissimo, a partire da Matthew Mcconaughey.
The wolf of Wall Street è un film a cui non importa assolutamente niente di risultare moderato o pacato: tanto senza freni il protagonista quanto tutto il resto. Ed è proprio questo il bello. 
Non sono mancati imprevisti durante le riprese: da Jonan Hill che - all'insaputa di tutti - per dare più colore ad una scena, ha estratto un sex toys dai pantaloni, facendo pensare all'intero cast di essere in preda ad un raptus di follia, a Leonardo DiCaprio che, deciso ad aprire la portiera di una Lamborghini con il piede in una scena improvvisata, si procura uno strappo alla schiena.
Una pellicola divertente, assolutamente godibile, eccessiva ed esplicita, senza alcun filtro da uno Scorsese grandioso. È il caso di dirlo, un film "stupefacente". Trailer

13 maggio 2013

Dolce e amaro

"Nessun vero fiasco è mai derivato dalla mera ricerca del minimo indispensabile. Il motto delle Forze Speciali dell'Aeronautica Britannica è "Chi osa, vince". Un piccolo germoglio di vite è in grado di crescere anche nel cemento. Il salmone del Nord-Ovest del Pacifico è pronto perfino a morire per la sua ricerca, viaggiando centinaia di miglia, controcorrente, con un unico scopo: il sesso naturalmente. Ma anche ... la vita."


Ti sei mai detto: non sono quello che gli altri pensano?
Hai mai cercato di centrare un obiettivo più per gli altri che per te stesso?
Quello che per te sembra il peggior giorno della tua vita può peggiorare?
La risposta che darebbe Drew protagonista di questo film è sì!
Lo stesso giorno in cui viene licenziato per aver causato, con la sua ultima invenzione una perdita di milioni di dollari alla società produttrice di scarpe per cui lavorava e incapace di affrontare il fallimento decide di suicidarsi ma ... riceve una telefonata da sua sorella: suo padre quello stesso giorno è morto. Il suicidio quindi è rimandato e parte per la cttadina di origine del genitore ormai defunto, ovvero Elizabethtown.

 
Che tristezza di film direte voi, invece poi tutto diventa più interessante grazie all' incontro con Claire l' hostess del volo per il Kentucky e a personaggi/macchiette che circondano il protagonista.
Quello che fa Drew non è solo un viaggio per recuperare la salma del padre, ma va alla scoperta della propria famiglia, della sua forza. Un viaggio di crescita personale.
Capirete che le mie opinioni non sono mai e ripeto MAI oggettive, tutto quello che vi propongo è qualcosa che mi ha colpito, quindi che mi è piaciuto. Faccio questa premessa (anche se in ritardo) perchè per alcuni questo film non è stato realizzato al meglio e può scadere nella banalità. Ecco per me non è così.
Il percorso di Drew dalla depressione alla felicità dà luogo a una commedia con i fiocchi che alterna momenti toccanti ad altri più leggeri, a tratti lenta ma che ripaga di tutto con il finale attraverso il viaggio on the road per gli USA, che chiunque vorrebbe fare almeno una volta nella vita. Colonna sonora fantastica.

Per me per quanto assurdo possa sembrare questo film rappresenta benissimo quello che in fondo è la vita: l' alternarsi continuo di momenti felici ad altri decisamente da dimenticare, di perdite e di scoperte, di ricordi e di rimpianti: il dolce e l' amaro appunto. 

 

11 maggio 2013

Verso l' isola che non c è

Peter: È assurdo è solo un cane.
James: Solo un cane? Solo? Che orribile e mortificante parola. È come dire, non può scalare quella montagna, è solo un uomo. O quello non è un diamante, è solo un sasso.”

Neverland, un sogno per la vita




“Solo”. Per un sognatore questa è veramente una brutta parola perchè è fredda, limita il pensiero e impedisce di usare la fantasia e l' immaginazione.

Questo film parla in maniera piuttosto romanzata della vita dello scrittore James Barrie in un momento in cui suoi vecchi temi non gli vanno più a genio, le sue opere teatrali non riscontrano molto successo tra il pubblico aristocratico londinese sempre più annoiano, Charles Frohman, il produttore dei suoi spettacoli è disperato e continua a chiedergli nuovi copioni e la sua vita matrimoniale non va per il meglio.

Qualcosa cambia quando incontra per i giardini di Kensington la famiglia Davies, composta da Sylvia (la madre) e i suoi quattro figli orfani di padre.

Con il disappunto da parte di amici e parenti, l' autore passa il tempo a inventare scherzi, divertimenti e storie ambientate in mondi fantastici popolati da fate e pirati, di cui i piccoli Davies sono protagonisti diventando così i "Bambini Perduti dell'Isola che non c è"

Con loro la mente dello scrittore è continuamente stimolata e tutto può succedere:

Un cane può trasformarsi in un orso e ballare

 

Un giardino può diventare una nave o catapultarsi nel Far West




Un rimprovero della nonna può diventare uno scontro con Capitan Uncino



Una recita teatrale può portare sull' isola che non c è

Nasce così la sua opera più famosa: Peter Pan, lo storia del bambino che non voleva crescere (nel caso che a questo punto sentiate l' impellente bisogno di leggere Peter Pan lo troverete oltre che in e-book anche gratuitamente cercandolo su google, non avete quindi nessuna scusa!).


Neverland un sogno per la vita ricorda agli adulti una grande verità spesso dimenticata ma che fortunatamente ricordano sempre i bambini: niente è impossibile se sappiamo usare la nostra immaginazione perchè questa non ha limiti.


Perdonate la qualità delle immagini ma mi sono dovuta arrangiare come meglio potevo!



9 maggio 2013

Frivolezze

N: Minestra di mais... Scelta interessante. Lo sai, vero, che la cellulite è uno degli ingredienti principali della minestra di mais?
A: E così qui le ragazze non mangiano niente?
E: Non più, da quando la trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei è diventata la nuova trentotto.
A: Io porto la quarantadue.
E: Che è la nuova cinquantasei.
A:  Hmm! Cavolo!
E: Oh, che t'importa... sicuramente sarai piena di maglioncini misto acrilico nell'armadio  dovehai preso quello.
A: Ok, trovi orrendi i miei vestiti... l'ho capito. Ma vedi, io non rimarrò per sempre nel campo della moda, perciò non vedo il motivo per cui devo cambiare tutto di me solo perché lavoro qui.
E: Sì, hai ragione. In fondo questa industria multimiliardaria gira intorno a questo... Alla bellezza interiore!


Niente, dato che oggi è una giornata decisamente “no”per me, mi sento in vena di cose frivole, piacevoli, che mi facciano stare bene e non pensare per almeno un po' ai problemi.

Quando mi sento così mi piace buttarmi sul divano, mettere un film e mangiare pop corn. In questo caso ho deciso di vedere il diavolo veste prada, non credo serva dilungarsi eccessivamente nella trama dato che è uno dei film più famosi e più visti degli ultimi anni, ma nel caso ci fosse qualcuno tra voi, miei lettori e lettrici, che ancora non abbia visto questa pellicola, mi sembra doveroso accennarvi in breve la trama.

Andy Sachs (Anne Hathaway) è una neolaureata che sogna di diventare una giornalista professionista, proprio per questo decide di trasferirsi nella grande mela.

Sfortunatamente per lei, l’unica possibilità lavorativa che le si presenta davanti, è un lavoro come assistente di Miranda Priestley (Meryl Streep), perfida direttrice della rivista di moda più in vista del mondo: Runaway.




Miranda incarna perfettamente il capo che tutti noi non vorremmo mai avere: acida, facilmente irritabile, perfezionista a livelli maniacali e terrificante!

A migliorare la situazione non ci pensa sicuramente l' assistente Emily (Emily Blunt), la prima assistente di Miranda che non perde occasione per ridicolizzare il modo di vestire di Andy e la sua inadeguatezza nel lavoro.

Nonostante gli aspetti negativi che in questo film emergono come la competitività, l' ossessione per la taglia 0 (che io trovo ridicola) e la solitudine che attanaglia anche le persone più importanti, non nego di aver sempre sognato di poter far parte di quel mondo, intendo poter lavorare per una rivista di moda (che clichè). Ogni tanto fa bene sognare e questo film in questo mi aiuta tanto!



8 maggio 2013

Destino

Noi crediamo di condurre il destino, ma è sempre lui a condurre noi. Denis Diderot, Jacques il fatalista e il suo padrone

Sliding doors: Helen, dopo essere stata licenziata in tronco, decide di tornare a casa dal suo compagno, ma perde per un soffio la metropolitana, decide così di prendere un taxi ma viene aggredita, dopo essere stata medicata all' ospedale riesce a tornare a casa, dove trova il suo convivente sotto la doccia (mentre l' amante è appena andata via).
Ovviamente questa Helen non sa che cosa sarebbe potuto accadere se fosse riuscita a prendere la metropolitana e tornare effettivamente prima a casa.
Questo è quello che viene mostrato allo spettatore: dal momento in cui la protagonista arriva alla metro: la storia di Hellen si divide in due storie che quindi si sviluppano separatamente intrecciandosi negli stessi luoghi, negli ambienti, negli incontri con le solite persone.

Il destino della nostra vita si decide in una manciata di secondi: è la strada che decidiamo di prendere a decidere il corso della nostra vita oppure quella che non percorriamo?



Mi è tornato in mente questo film ieri sera, mentre parlavo con una mia vecchia amica: eravamo molto unite un tempo, così mi sono chiesta a quali scelte o episodi sono da attribuire al nostro distacco. Se avessimo frequentato lo stesso liceo sarebbe cambiato qualcosa oppure il distacco sarebbe avvenuto ugualmente?
Cosa sarebbe successo se invece del treno avessi preso l' autobus? Se fossi rimasta 10 minuti in più ad una festa? Se avessi accettato quell' invito invece di rifiutarlo? Se avessi perdonato invece di chiudere per sempre? Sono questioni che mi pongo spesso e se anche a voi succede, questo film, sicuramente fa al caso vostro.
Il regista con questa pellicola ci fa capire che la protagonista è destinata a vivere certe situazioni, certe emozioni a prescindere dal percorso di vita intrapreso e quindi che se una cosa è destino che accada, anche se in ritardo, accadrà ugualmente. Voi cosa ne pensate?

7 maggio 2013

Donne & storia

“Io so soltanto che quando infuria la tempesta, alcuni restano muti per il terrore, mentre altri spiegano le ali come aquile e si alzano in volo!” Elisabeth the golden age


Elisabeth the golden age è il secondo capitolo della vita leggendaria di Elisabetta I d' Inghilterra.
Il primo film è incentrato sulla vita sentimentale di una giovane Elisabetta e sulla sua sopravvivenza, mentre il secondo sul potere di questa regina e degli scontri che ha dovuto affrontare durante l' età d' oro. Il film non spicca certo per originalità ma l' ambientazione e i costumi coinvolgono lo spettatore oltre alla bravura di Cate Blanchett (Elisabeth) che riesce ad incantare e trascinare nei patemi emotivi e psicologici della regina.


Le donne che hanno segnato la storia sono molte. Donne che si sono battute per i loro principi o che hanno fatto scoperte fondamentali nel campo della medicina, dimostrando di non essere inferiori agli uomini; tra queste vorrei citare Maria Montessori (si interessa dei bambini cosiddetti "deficienti". Attraverso i suoi studi e ricerche sui meccanismi delle loro menti, intuisce che la pulsione all'apprendimento è insita in ogni individuo e che per esprimerla sono necessarie determinate condizioni), Rita Levi Montalcini (premio noble nel 1986 per aver saputo individuare alcune molecole nello sviluppo embrionale),Rosa Parks (un' attivista statunitense, simbolo del movimento per i diritti civili, famosa per aver rifiutato di cedere il posto su un autobus ad un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery). 
Ma la lista sarebbe troppo lunga e questi sono solo i primi nomi che mi tornano in mente, probabilmente perchè mi hanno colpita più di altre. E a voi, quale donna importante della storia vi ha colpito di più?

6 maggio 2013

L' amore ai tempi del web

“Accendo il mio computer, aspetto con impazienza che si colleghi, vado online e trattengo il respiro finché non sento quelle paroline magiche, "C'è posta per te". Non sento niente, non un suono per le strade di New York, tranne il battito del mio cuore ... ho posta da te.” -c è posta per te-



New York caotica e rumorosa, due librai, Kathleen Kelly e Joe Fox, entrambi gestiscono una libreria ma sono in concorrenza tra di loro. Kathleen porta avanti una libreria per bambini, mentre Joe è direttore di un megastore e ovviamente i due non si sopportano: il megastore potrebbe causare la chiusura della piccola libreria.
Ma però, la vita stressante di giorno si colora la sera di rosa, quando, tornati a casa, si mettono al computer e attraverso internet si scambiano delle mail appassionate con misteriosi e anonimi interlocutori.



Chi lo dice che nell' era di internet i rapporti personali non esistano più?
Anche se è vero che non sempre le enormi potenzialità del web sono usate giustamente è anche vero che tramite la rete possiamo stringere nuove amicizie e ovviamente trovare l' amore.
Certamente non è tutto rose e fiori, capita che dietro un' identità su internet si nasconda una persona completamente diversa (a tal proposito su MTV stanno mandando gli episodi di catfish) ma l' amore è quello che brama dalla notte dei tempi il genere umano, si tratta solo di capire che sono cambiate le modalità di ricerca.
Come avveniva per gli amori epistolari, la rete ci permette di parlare con il nostro interlocutore senza filtri, riuscendo ad aprirsi completamente come non potremmo fare mai in una situazione diversa, nella quale di solito entra in gioco l' imbarazzo.
Sarebbe bene tenere a mente però che la prudenza in rete è necessaria,anche se si è innamorati!
Sicuramente se ci fossero più comunicazione e meno muri innanzi a noi, questi mezzi alternativi non avrebbero preso così piede, ma ora che ci sono se sfruttati bene offrono con il loro click iniziale un' occasione in più, che però per crescere ha bisogno di strette di mano reali, di abbracci, perchè l' amore va vissuto non solo dietro uno schermo.


5 maggio 2013

Piccole, grandi cose

“Una giovane ragazza con un gusto pronunciato per i piccoli piaceri della vita: immergere la mano in un sacco di legumi, spaccare la crosticina di una creme brulée con la punta del cucchiaino e far rimbalzare sassi sull'acqua del Canal Saint Martin”



Oggi prendo spunto dal divertente, poetico, surreale, semplice e delicato film il favoloso mondo di Amélie, per fare con voi una sorta di “gioco”: cosa vi piace e non.
Se avete visto questa pellicola (se non lo avete visto dovete farlo assolutamente) ricorderete che attraverso la voce narrante, sappiamo cosa piace e non ai personaggi; a differenza di tanti altri film hanno molto spazio, la loro descrizione risulta quasi più importante della trama stessa e proprio per questo ad alcuni può risultare piatta, anche se così non è.
Una favola (è così che preferisco definirlo) preziosa, che cura i dettagli, che trasporta immediatamente in un universo singolare e ti fa venir voglia tornare ad amare quelle piccole cose che diamo troppo per scontate nella vita di tutti i giorni, quelle che ti fanno tornare bambino.

A M. piace:
  • Ascoltare le fusa del gatto
  • Le sciarpe di lana d' inverno
  • Le bolle di sapone
  • Il rumore della pioggia
  • L' odore dei libri nuovi
  • Le impronte che restano quando si cammina sulla spiaggia
  • Sporcarmi di vernice
  • Il rumore dei passi del mio cane sul pavimento
  • Mettere le mani nella colla vinilica e togliere la pellicina

A M. non piace:
  • Le strade isolate
  • Avere le dita lessate dopo il bagno/doccia
  • L' odore della cannella
  • Temperare troppo la matita e rompere la mina
  • Il sole davanti agli occhi
  • scrocchiarmi le ossa
  • Le attese
  • L' odore della benzina
  • La sensazione di cadere mentre si dorme

3 maggio 2013

Tutti uguali

“Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perchè eravamo troppo piccoli per la vita che è così grande.” - Mine vaganti




Non è la prima volta che si parla di omosessualità, ma è la prima volta che lo faccio io e come al mio solito, lo faccio partendo da un film, in questo caso “mine vaganti”, uno dei pochi film italiani degli ultimi anni che rivedrei all' infinito senza mai stancarmi, perchè tratta questo tema con la giusta dose d' ironia e inteligenza, tipico di Özpetek.
Questa è la storia di Tommaso che torna nella sua terra di origine con l' obiettivo di confessare alla propria famiglia dei segreti che si porta dietro da tempo, per poi tornare alla sua vita a Roma.
Peccato che le cose non vadano esattamente come lui aveva programmato infatti, la sua famiglia riserva al protagonista una serie di sorprese e colpi di scena che faranno prolungare la permanenza di Tommaso, scardinando l' immagine di tranquilla famiglia borghese e rivelandosi per quello che è in realtà : un gruppo di mine vaganti appunto.


Delle battaglie degli omossessuali per ottenere gli stessi diritti civili degli eterosessuali ne hanno parlato anche tutti i giornali fino a pochi giorni fa, in Francia infatti l' assemblea nazionale ha dato il via libera alla legge che riconosce il matrimonio e l' adozione di figli da parte di coppie omosessuali, scatenando così per l' ennesima volta un grande dibattito pubblico.
Tempo fa ho letto un articolo in cui si diceva che in Russia i due terzi della popolazione discrimina i gay, mi domando se sia così anche in Italia, perchè nonostante siano stati fatti grandi passi in avanti a mio avviso la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, dato che si sono ripetuti negli anni per esempio, aggressioni omofobe e commenti dispregiativi da parte di esponenti della classe politica che così facendo favoriscono solamente un clima d' intolleranza.
Siccome non sono molto brava nelle conclusioni mi affido a chi sa sicuramente “qualcosa più di me”: la vita sarebbe stata senz'altro migliore in un mondo dove il sesso venisse considerato come qualcosa di naturale e non spaventoso, e gli uomini potessero amare gli uomini naturalmente, secondo la loro inclinazione, proprio con la stessa naturalezza con cui amano le donne.” -Gore Vidal, La statua di sale.


Perdonate la qualità delle immagini ma mi sono arrangiata come meglio potevo, non trovando  quello che cercavo nel web.

2 maggio 2013

Follia

“Avete mai confuso un sogno con la realtà? Avete mai rubato qualcosa pur avendo i soldi in tasca, vi siete mai sentite tristi? Avete mai pensato che il vostro treno si muovesse, mentre invece eravate ferme? Forse ero solo pazza, o forse erano gli anni Sessanta. O forse ero solo una ragazza interrotta.”

Non molto tempo fa, mentre mangiavo in un locale nella mia città, mi sono accorta che poco lontano da me era presente un gruppo di ragazzi con problemi mentali.
Guardandomi attorno ho notato, non solo che attiravano gli sguardi di molte persone all' interno del locale ma anche che erano soggetti a molti commenti.
La malattia mentale generalmente fa paura, questo perchè (salvo gli esperti) non se ne sa molto e quando manca la conoscenza sono proprio la paura e la diffidenza a prevalere.
Questo argomento è stato trattato nel 2007 anche da Simone Cristicchi. L' uscita del suo singolo “ti regalerò una rosa” portato a Sanremo è stato seguito da un libro "Centro di Igiene Mentale - Un cantastorie tra i Matti" una raccolta di lettere, cartoline e missive mai spedite, scritte dai ricoverati e ritrovate all' interno degli archivi del Manicomio di San Girolamo a Volterra.
Oltre al libro sono stati prodotti uno spettacolo teatrale e un documentario nel quale sono presenti tra gli altri Gigi Proietti e Claudia Pandolfi. Se vi interessa approfondire vi consiglio di vederlo, perchè affronta questo argomento in maniera molto sensibile e intelligente.
Pellicola decisamente più famosa quella di “ragazze interrotte” film con Winona Ryder e Angelina Jolie (che con questo film vinse l' oscar come migliore attrice non protagonista).
Il film tratta la storia di Susanna Kaysen, una ragazza che vive negli anni '60 e che viene ricoverata in clinica per tentato suicidio. Durante la sua permanenza in ospedale Susanna farà amicizia con le sue compagne di reparto, tra queste Lisa (Jolie), una ragazza rinchiusa nella clinica da moltissimo tempo.
Le due legheranno tanto in quanto unite dalla loro “follia”, che verrà considerata da Susanna, almeno in un primo momento, come un dono riservato solo a poche persone. In seguito però la situazione cambia e Susanna si rende conto che l'amicizia con Lisa diventa sempre di più un rapporto per lei nocivo.
Se non avete ancora visto il film dovete farlo al più presto.
Baci. M.



“Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito. Sono mai stata matta? Forse sì. La follia non è essere a pezzi o custodire un oscuro segreto. La follia siete voi o io, amplificati: se avete mai detto una bugia e vi è piaciuto, se avete mai desiderato di poter restare bambini in eterno...”

Frasi: "ragazze interrotte"


1 maggio 2013

Sorelle, amiche

A volte nella vita si creano davvero legami che nulla può spezzare, a volte capita veramente di trovare quella persona speciale che ti resterà accanto qualunque cosa accada; magari la trovi in un consorte e festeggi l'unione con il matrimonio dei tuoi sogni. Ma potrebbe anche succedere che la persona su cui possiamo contare per tutta la vita, l'unica persona che ci conosce davvero, a volte meglio di noi stessi, sia la stessa persona che abbiamo avuto accanto sin dall'inizio.”

Frase tratta da “il matrimonio della mia migliore nemica”




Ognuno di noi porta dentro di se delle persone care, non parlo soltanto della propria famiglia, ma di quelle persone che conosci per caso e con le quali piano piano stringi un' amicizia che diventa per te inaspettatamente fondamentale. Sai che lei ci sarà per te quando avrai bisogno, quando ti sentirai sola, quando sarai in preda ad una delle tue paturnie, quando avrai semplicemente bisogno di compagnia e tu ci sarai per lei.

Succede che vi ritrovate in un pomeriggio soleggiato a raccontavi la vostra vita e vi meravigliate di quante cose avete in comune, condividete progetti per il futuro e ansie per il presente.


Parlo di quella persona che sembra quasi collegata telepaticamente con te, che ti manda un semplice sms un attimo prima che lo faccia tu, che ti capisce anche senza dire niente e sa tacere quando sente che ne hai bisogno della sua presenza ma non delle parole, che diventa la sorella che hai sempre voluto.


Queste persone sono rare, magari inizialmente neanche vi piacevano e poi conoscendole vi siete meravigliate, perchè vi capisce meglio di chiunque altro. Sono quelle persone che vi rimangono accanto, nonostante le difficoltà, con le quali condividete le figuracce e le risate, quelle fatte con la pancia, incontenibili.



Baci. M.

 -Il matrimonio della mia migliore nemica-

 -Sex and the city-