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6 dicembre 2014

Emily the strange

Ebbene sì, la prima cosa da sapere su Emma Stone è che il suo vero nome è Emily, lo ha dovuto cambiare quando ha scoperto che al sindacato degli attori cinematografici era già iscritta una sua omonima. La seconda cosa da sapere su Emma è che è davvero un po' strana, sin da piccola: cresciuta a Scottsdale ("fieno marcio" è l'antico nome indiano) grandi occhi chiari e un corpo esile, era una bimba dall'aria spaurita, che amava trascorrere del tempo in un posto piuttosto bizzarro per chiunque «Da bambina stavo sempre nei cimiteri. Mi piacevano le cose che facevano paura, come i fantasmi e la morte. Sono sempre stata consapevole della mortalità; anche quando non era necessariamente in primo piano nei miei pensieri, la sentivo soffiarmi sul collo. E comunque, vivi in un modo più pieno se ti è chiaro che di tempo a disposizione ne hai soltanto una certa quantità».
A quindici anni prepara una presentazione in Power Point per convincere i genitori del fatto che trasferirsi a Hollywood fosse la cosa migliore da fare per lei, che ha sempre sognato di fare l'attrice.

Oggi che è riuscita a realizzare il suo sogno, conserva parte di quella "pazzia" e nell'unico giorno libero che ha a disposizione (è occupata con il musical Cabaret a Broadway) lo passa alla Morbid Anatomy Library di Brooklyn, un museo dedicato ai reperti scientifico-anatomici, dove le piace soffermarsi sui feti di maialino in barattolo «C'è qualcosa di stranamente rassicurante nella morte. Io non sono mai stata una persona completamente spensierata». 

Grazie a The Help è riuscita a conquistare la critica (dopo essere stata duramente criticata nel 2009 ne La rivolta delle ex) e con The Amazing Spiderman conosce l'amore (è legata sentimentalmente ad Andrew Garfield) e soprattutto la popolarità, cosa che la costringe a fare i conti con la mancanza di riservatezza. In pochi anni ha imparato a sfilare sul red carpet, a posare per i fotografi e a ponderare bene le sue parole davanti ai giornalisti, per non lasciar trapelare troppo sulla sua vita «Oggi mi pongo mille domande, mi muovo con maggiore cautela, sono più consapevole di tante cose e certo più discreta e riservata in pubblico». Sa glissare sui temi che le stanno più a cuore e passare da argomenti frivoli ad altri più seri ed importanti come la lotta contro il tumore al seno (due anni fa è stata protagonista, insieme alla madre di una campagna di sensibilizzazione, in favore della prevenzione).
Ogni anno il suo nome è inserito nella lista delle giovani attrici più eleganti, Forbes Magazine l'ha piazzata davanti a Mila Kunis e Jennifer Lawrence, dandole il primo posto come Best Value actor (il che vuol dire che per ogni dollaro investito su di lei, la produzione ne guadagna 80). 

Golosa, alla mano e molto sicura si sé, considerata una delle nuove icone di stile, anche se per sua stessa ammissione è solo merito di una persona in particolare «Il fatto che io sia considerata un'icona della moda è solo grazie a Petra (Flannery). Nella vita di tutti i giorni, mi piace creare i miei abbinamenti [...] mi ispiro allo stile di Diane Keaton degli anni '70 [...] mi piace vestirmi con uno stile maschile, è divertente!». 

Fonti: Vanity Fair - Io Donna - Marie Claire - Oggi


10 maggio 2014

Who's that girl?

Occhi grandi e blu, attrice, scrittrice, cantante del gruppo indie She&Him. È di origini franco-irlandesi, celiaca, vegetariana, determinata e schietta. A diciassette anni scrive una lettera a Vogue in cui chiede il motivo per cui il magazine si ostini a proporre un ideale di bellezza irraggiungibile, spingendo così molte ragazze a sforzarsi fisicamente e mentalmente nell'intento di avvicinarsi anche solo un po' a quei modelli, diffondendo in questo modo solo molta insicurezza, invece di essere fonte d'ispirazione. 
Questa è Zooey Deschanel, adorabile proprio perché spontanea e lontana da quei modelli che già a diciassette anni criticava tanto duramente. 
Oggi è diventata popolare grazie al ruolo della scombinata Jess, protagonista di New Girl. Ma con questo ruolo oltre alla popolarità sono arrivate molte dure critiche, soprattutto da parte di chi ormai l'aveva incoronata "regina" del cinema indipendente «Fino a poco tempo fa, non mi era venuto in mente di fare televisione, perché mi proponevano sempre sceneggiature poco interessanti. Poi ho ricevuto lo script di New Girl e mi è parso perfetto. Mi sembrava che il personaggio di Jess fosse stato scritto su misura, perché lei è una parte di me. Mi ci riconosco: Jess che deve andarsene da casa, Jess che si sente sempre un pesce fuor d'acqua ... » poi confessa «Qualche volta la gente mi dice: "Ma tu eri una stella del cinema", e io rispondo: "No, veramente io ero un'attrice non protagonista, un’attrice secondaria". Non ero al top e lo accettavo. Sono orgogliosa dei miei film, ma fare le cose che mi appassionano davvero, beh è stata una scalata dura. Se New Girl fosse stato un film, non so se mi avrebbero dato l'opportunità di interpretarlo».

Zooey è una ragazza alla mano, capace di ammettere i propri limiti e soprattutto di saper giocare e sfruttare a proprio favore i suoi difetti. Oltre a molti film (il più famoso è sicuramente 500 giorni insieme, pellicola che la vede protagonista insieme a Joseph Gordon-Levitt), ha già alle spalle una separazione. Ora che è tornata single ha deciso di dedicare più tempo al suo HelloGiggles, ma anche al suo stile, che è diventato un vero e proprio tratto distintivo, quasi un marchio di fabbrica, il fattore ha aiutato l'attrice ad uscire dall'anonimato ma anche ad allontanarsi una volta per tutte dai continui paragoni con altre celebrità «Quando ho cominciato, tendevo a sparire come attrice. Molti scrivevano di me che avrei potuto fare l'agente della CIA, perché non mi si riconosceva mai. Allora ho deciso di rafforzare la mia identità scegliendo e mantenendo un certo look. [...] Scelgo di fare solo quello che mi piace. Sono cresciuta con i film francesi della Nouvelle Vague, quindi molte cose che mi piacciono hanno quello stile, semplice e insieme sofisticato».
Di lei si dice che sia goffa ed eccentrica proprio come la sua Jess «da piccola ero una secchiona, mi ero fissata col teatro, cosa che in effetti non veniva considerata cool. Poi, verso i 13 anni, alla scuola media, ho passato una fase particolare: mi sentivo strana sul serio». 
Si è sempre sentita un'outsider, sempre in difetto, diversa dalle altre. Oggi è più sicura di sé «Non cerco di essere quella che non sono. Ho capito finalmente che se si riesce a essere se stessi, succedono cose bellissime. Quando seguo il mio istinto tutto va meglio». 
Da Scarlett Johansson a Bruce Willis, sono molti gli attori che hanno deciso di cimentarsi con la musica, ma Zooey sembra quella più determinata a prendere seriamente la faccenda: è stata in tournée per più di sei mesi, compone la musica, scrive i versi e suona l'ukulele. «La musica è la passione della mia vita».
Usa Today la definisce "irresistibilmente adorabile", una che incarna perfettamente un tipo di fascino nuovo e decisamente più interessante rispetto ad altri, una ragazza della porta accanto con uno spiccato senso dello stile e con mille interessi diversi. Fuori da ogni stereotipo e sempre fedele a sé stessa, come quando aveva diciassette anni.

22 marzo 2014

L'attrice del giorno: Keira Knightley

Ha sempre saputo qual'era la sua strada. A tre anni la piccola Keira (che in celtico vuol dire "scura di capelli") chiede ai genitori un regalo molto particolare: un agente.Una richiesta che potrebbe suonare strana da parte di una bambina così piccola anche se in realtà i genitori non erano del tutto impreparati a questa possibilità dato che il padre, Will Knightley, è un attore e la madre, Sharman MacDonald, è una sceneggiatrice. 
Determinata da sempre, questa caratteristica ha aiutato l'attrice a superare molti ostacoli, compresa la dislessia  che le crea molti problemi a scuola (fino all'adolescenza ha dovuto indossare degli occhiali speciali per poter leggere).
Elegante, dal fascino tenebroso, di una bellezza che divide: o la si ama o la si odia. Zigomi alti, occhi scuri come la notte e un fisico esile a tal punto da destare sospetti e accuse sulle sue abitudini alimentari ... ovviamente lei ha sempre smentito tutto «Il solo pensiero di una dieta mi fa venire voglia di patatine e gelati. E odio andare in palestra. Non lo sopporto».
Grazie alla sua somiglianza con Natalie Portman ottiene un ruolo  nel film Star Wars anche se è solo con la saga Pirati dei Caraibi che ottiene il successo mondiale, un momento particolarmente bello anche se complicato «Il successo del primo Pirati dei Caraibi mi ha messo in crisi, non avevo ancora 20 anni e mi ha creato più problemi che vantaggi. Non potevo uscire con i miei amici, andare a un concerto né a una festa come facevano tutti i miei coetanei. Se mettevo il naso fuori c'era sempre una folla di persone attorno a me. Ho reagito con un eccesso di prudenza e introversione». Da quel momento ha smesso di leggere le riviste e
ammette di avere molta paura quando è inseguita dai fotografi. Forse anche per questo oggi ha deciso di rilassarsi di più, accettando meno ruoli per dedicarsi alla sua vita privata «Ho lavorato ininterrottamente fino ad ora e adesso comincio a stancarmi. Non voglio più vivere così, ho deciso di passare più tempo con James e le persone che amo [...] con questo non dico che smetto di recitare ma che diminuirò i miei impegni lavorativi: non farò più di due film l'anno».

I ruoli in costume sono quelli che le portano particolare fortuna: è stata Ginevra in King Arthur (si è preparata per mesi per questo ruolo allenandosi duramente), Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio, ha vissuto negli anni trenta in Espiazione, è stata una moglie devota in Seta e una disperata ne La Duchessa. Tutti ruoli che hanno fatto emergere la sua parte più femminile, nascosta nella vita reale (si considera un vero maschiaccio).
Il suo aspetto androgino conquista Karl Lagerfeld che nel 2007 la sceglie come testimonial del profumo Coco Mademoiselle di Chanel e come protagonista del suo cortometraggio su Coco Chanel. Ruoli che la fanno diventare ben presto icona di stile. Keira ha la grande capacità di saper interpretare abiti e accessori in maniera particolare e sempre molto personale. Se nel privato preferisce mantenere uno stile mascolino sul red carpet si trasforma completamente, preferendo look romantici e sofisticati.

E se nell'ultimo spot di Chanel dimostra che in amore vince chi fugge nella vita privata adora essere una donna sposata «Pensavo che sposarsi significasse entrare in una gabbia. Non mi sarei mai immaginata che un uomo sarebbe riuscito a portarmi sull'altare. Oggi invece scopro che è bellissimo: tra me e James c'è un rapporto solido e chiamarci marito e moglie lo rafforza giorno dopo giorno!».

18 gennaio 2014

Icona di stile - Emma Watson

Sono passati ormai i tempi della piccola Hermione. Accantonati i maglioni fatti a mano, la massa di capelli sempre spettinati e quell'aria seria ed affidabile da vecchia signora, Emma Watson si dimostra sempre più un'attrice talentuosa, con tanta voglia di scrollarsi di dosso l'immagine della saputella in Harry Potter a dimostrazione del fatto che quel ruolo ormai fa parte del passato «Quando è finita la saga mi sono sentita orfana di Hermione. Ma anche pronta per una nuova fase della mia carriera».

Nata a Parigi, figlia di due avvocati inglesi, Emma Charlotte Duerre Watson, ha vissuto nella capitale francese per cinque anni. In seguito, insieme a sua madre si trasferisce in Inghilterra, dove vive ancora oggi quando non è impegnata sul set. Dopo aver finito con le riprese della saga che l'ha resa famosa si è presa del tempo per riflettere bene sul proprio futuro, ha avuto piccoli ruoli in altri film come My Week with Marilyn con Michelle Williams e si è iscritta alla Brown University presso la quale si dovrebbe laureare a breve. Ammette però che l'impatto con il mondo universitario per lei non è stato molto semplice «Tutti mi guardavano sconcertati, tipo “Oh mio Dio, cosa le prende?» non riusciva a stringere rapporti con nessuno ed era sommersa dalle richieste d'autografo. Così ha deciso di prendere di petto la situazione «Ho detto loro “Mi dispiace tanto ma sono qui per studiare e voglio essere semplicemente una studentessa. Va bene se non vi firmo autografi? In fondo mi vedrete ogni giorno qui in giro».
The Perks of Being a Wallflower rappresenta per l'attrice un vero e proprio punto di svolta. Questa è la pellicola che le fa capire che quello che vuole fare nel futuro è proprio continuare a recitare «mi ha fatto veramente capire la passione per il mio lavoro. Io sapevo tutto di Harry Potter, ma la vita dopo Hermione mi appariva incerta, piena di dubbi. Chbosky mi ha fatto maturare. The Perks of Being a Wallflower rappresenta il disorientamento di tanti ragazzi nel mondo» disorientati proprio come lo era lei.
Avventurosa, dinamica, acuta ed intelligente (pare sia una secchiona non solo nei film ma anche nella vita reale) adora buttarsi a capofitto in tutti gli sport: è una sciatrice provetta, grazie a suo padre che l'ha introdotta allo sport quando era ancora molto piccola, è inoltre un'abile giocatrice di hockey su prato e come se non basasse ha ottenuto anche il brevetto da sub Oper Water della PADI.
Ovviamente nel tempo ha coltivato anche un amore smisurato per la moda. I suoi look da tappeto rosso sono sempre molto studiati e ricercati. Dietro questi look c'è una tale pressione psicologica indescrivibile «Prepararsi per un evento mette addosso molta pressione. “E se riescono a vedermi sotto la gonna? Se ci sono dei flash, potranno vedere attraverso il vestito?” Quindi faccio più prove da seduta e in piedi. È snervante. Le persone ti scrutano. Solitamente sul red carpet sono molto a disagio: le scarpe sono scomode e non riesco a respirare in quei vestiti. Il mio stile di tutti i giorni non è per niente così.». Infatti nel tempo libero adora mixare stili e colori dando vita ad abbinamenti interessanti e sempre molto personali.
Testimonial del marchio inglese Burberry, nel 2009 collabora anche con l'azienda etica People Tree che porta Emma ad inventarsi stilista: nasce così la sua collezione Love From Emma. Collabora con Alberta Ferretti per creare una capsule collection Pure Threads e diventa infine ambasciatrice di  Lancôme.
Ma non è tutto. Emma diventa cantante per pochi giorni: registra le voci di un paio di canzoni per l’album di Ben Hammersley in collaborazione con il musicista islandese Ólafur Arnalds. Un legame quello con la musica che nasce già qualche anno fa. Nel 2010 partecipa alla realizzazione di un videoclip musicale: Say You Don’t Want It dei One Night Only, guidati da George Craig, incontrato da Emma sul set della seconda campagna per Burberry.
Se fate parte di quel gruppo di persone che credevano che dopo Harry Potter per la Watson non ci sarebbe stato futuro nel mondo dello spettacolo, vi sbagliavate di grosso ... la sua strada sembra essere sempre più in ascesa!

11 gennaio 2014

Icona di stile: Scarlett Johansson

Biondissima tutto pepe, è considerata una delle attrici più sexy del mondo, così bella e sensuale da essere l'unica donna ad essersi aggiudicata per due anni di seguito questo titolo dalla rivista americana Esquire. Ma la giovane attrice ha sempre cercato di dimostrare di non avere soltanto un bel volto, ma anche carattere e talento, e sogna un futuro nella regia «La regia è il mio sogno da quando avevo 12 anni. È quello che voglio fare da sempre. Le dico di più, sarei felice di fare solo questo, senza recitare». 
Decisa e determinata lo è sempre stata. La sua scalata verso il successo comincia quando aveva meno di dieci anni: insieme a suo fratello ha partecipato a moltissimi provini per spot televisivi, provini che però spesso non sono andati bene a causa della voce troppo profonda per una bambina così piccola. Così finiva che ad essere scelto per lo spot fosse proprio suo fratello. A quell'età non dev'essere proprio facile accettare tanti rifiuti. Eppure lei non ha mai mollato «Sembravo uno scaricatore di porto che fuma e beve whisky dalla mattina alla sera [...] alle audizioni spesso spiazzavo i registi che si trovavano di fronte ad una biondina con il viso da cherubino e la voce da camionista». Eppure, molti anni dopo, è proprio con la sua voce che ha conquistato il festival di Roma grazie al ruolo in Her di Spike Jonze.
Dopo essersi iscritta ad una scuola per giovani artisti comincia a fare i primi passi nel mondo della recitazione, abbandonando la pubblicità.
Il film che possiamo dire da una svolta alla sua carriera è L'uomo che sussurrava ai cavalli di Robert Redford, che la volle fortemente a suo fianco, anche se ancora giovanissima. Il regista dopo le riprese ha più volte affermato di essere rimasto molto colpito dalla maturità artistica che Scarlett dimostrò sul set, tanto da volersi garantire una sorta di primato inserendo nei titoli di coda la scritta "per la prima volta sullo schermo" Ma è con Lost in Translation di Sofia Coppola che ottiene la definitiva consacrazione.

Da quel momento le sono stati assegnati molti ruoli sensuali e lei ci ha marciato su,  con intelligenza, rifiutando soldi e ruoli troppo facili o superficiali «Se hai vent'anni, fai l'attrice e sei attraente, è facile che ti assegnino il ruolo del sex symbol. La verità è che non l'ho mai cercato. Quando i media me l'hanno cucito addosso ne ho approfittato e mi sono divertita, tenendo bene a mente che ci saranno sempre donne più giovani pronte a rimpiazzarmi».
Nata e cresciuta nella grande mela, negli anni ha acquisito i classici modi di fare dei newyorchesi: schietta, non ha mai paura di dire ciò che pensa o di andare contro corrente. Come ad esempio con le sue dichiarazioni a favore della chirurgia plastica «trovo ipocrita l’atteggiamento della società: prima ti puntano i riflettori addosso, sottolineano le imperfezioni, i tuoi presunti difetti, e poi ti criticano perché hai cercato di sistemarli» e prosegue «Non ho paura di invecchiare: per il momento lo considero un processo naturale. A parte questo non so, non credo che mi verrà mai voglia di farmi stirare, però non giudico e non discrimino chi lo fa. Non ci trovo niente di male. La considero una scelta personale. Francamente non capisco perché i media siano così ossessionati dai ritocchi. Se una persona ha un bell’aspetto, io non le vado a chiedere perché. A chi importa che cosa ti sei fatto?»
Oltre alla schiettezza, New York le ha sicuramente trasmesso tanta voglia di fare. Non riesce a stare ferma per molto tempo, così se non è impegnata sul set a girare qualche film la vediamo occupata con campagne pubblicitarie (tra le tante quella di Dolce & Gabana) e politiche. Da sempre accanita sostenitrice di Obama,   quando le chiedono se anche lei, come molti americani, sia delusa dalla sua politica risponde «Delusa lo sono anch’io, ma non con l’amministrazione Obama. La nostra società è ancora divisa in due, non è riuscita a essere davvero progressista. Ce l’ho con le nostre comunità, che non promuovono abbastanza relazioni sociali diverse, maggiore democratizzazione. Sono tutti capaci di domandare, ma non si riesce a unirsi, per agire e cambiare davvero».

Per adesso, che la sua strada sembra essere in continua ascesa, quello che desidera veramente è coltivare il suo talento e proseguire con la sua carriera, di bambini e matrimoni non ne vuol sentir parlare «Non penso mai al matrimonio. È un po' strano?» continua, «L'unica volta che ci penso è quando la gente mi chiede se mi sposerò di nuovo. Sinceramente non è molto importante per me. Non penso di avere figli molto presto, sto vivendo un bel rapporto, sto lavorando molto e come ho detto, non è importante per me» e sul breve matrimonio con Ryan Reynolds risponde a denti stretti e in maniera sbrigativa «È stata una follia sposarsi così giovane. E poi due attori insieme ... non può funzionare!».

14 dicembre 2013

Icona di stile: Michelle Williams

Nella sua famiglia non ci sono artisti, attori, registi e neanche appassionati di cinema, ma lei, nonostante la diffidenza dei genitori, ha deciso di intraprendere questa carriera. Al contrario di molte colleghe le origini della sua famiglia sono modeste: nata in piccolo paese del Montana, ha vissuto la sua infanzia a Solana Beach ed è la più piccola di cinque figli ... una ragazza come tante che decide d'inseguire un sogno e per riuscire a realizzare il suo obiettivo ed essere più indipendente, dopo qualche esperienza in tv, a 15 anni decide di emanciparsi dai genitori «Mi chiedo se ho fatto la cosa giusta. Non sono certa che la prenderei bene se mia figlia lo facesse a me. Che poi io allora fossi pronta per il mondo è da vedere, ma so che a spingermi c’era un desiderio fortissimo e misterioso. Per molti la voglia di essere attore viene da una figura familiare carismatica, una zia, una nonna. Nella mia famiglia nessuno è artista, e non c’è nemmeno nessuno che ami il cinema! Non so da dove viene. Mi dico che, semplicemente,la maggior parte delle ragazze sognano di diventare attrici. Nel mio caso ha funzionato». 

Capelli corti e biondissimi, il suo modo di parlare è pacato ma l'atteggiamento è quello tipico delle ragazze all'apparenza fragili e indifese ma capaci di scalare montagne arrivando molto lontano, senza che nessuno se ne accorga. Non è un caso se Ryan Goslin, insieme a lei in Blue Valentine, ha affermato «Michelle è un incrocio tra Brigitte Bardot e Clint Eastwood. C'è qualcosa del cowboy dentro di lei, un immenso spazio interiore, come il Montana».
La sua carriera comincia con la televisione, in Italia la conosciamo per la prima volta grazie alla serie tv Dawson's Creek nel quale interpreta una ragazza estroversa e problematica. Poi arrivano film più importanti come I segreti di Brokeback Mountain, film grazie al quale conosce Heath Ledger, dal quale ha avuto una bambina, Matilda. Sempre molto disponibile e attenta a ciò che dice, difficilmente parla del periodo difficile che ha dovuto attraversare in seguito alla prematura scomparsa dell'attore «dopo un anno dalla morte di Heath tutto sembrava ancora possibile. Non mi sarebbe sembrato assurdo vederlo entrare dalla porta di casa. È stato un anno di pensieri ‘magici’ e sono triste all’idea che si sta allontanando da me».

Candidata tre volte agli Oscar sembra che sia molto corteggiata da registi importanti, anche se in effetti a notarla non è stato soltanto il mondo del cinema. Una donna dal fisico minuto ma con molto carisma e personalità, uno spirito anticonformista e indipendente che non si piega neanche alle regole della moda. Attenta a mantenere uno stile fresco e personale nella vita di tutti i giorni ma anche sui red carpet, con il tempo è riuscita ad affinare meglio i suoi look tanto da essere notata da stilisti e marchi importanti, tra questi Louis Vuitton che la vuole come volto ufficiale per la nuova collezione. 
Michelle è una donna che non ama molto parlare di se e della sua vita privata ... sembra più decisa a far parlare il suo talento.

7 dicembre 2013

Icona di stile: Kirsten Dunst

Ha iniziato a recitare quando ancora era una bambina, diretta a soli sette anni da Woody Allen. A undici, soffiava il ruolo a Christina Ricci per Intervista col vampiro e baciava il bellissimo Brad Pitt, anche se in seguito ha rivelato che avrebbe preferito evitare «è stato solo un bacio. Brad aveva quei capelli lunghi. Di lui mi ricordo solo che pensavo fosse un hippy pidocchioso e freddo. Tutti mi dicevano "sei stata fortunata a baciare Brad" ma io ho pensato che era stato disgustoso. Non ho baciato più nessuno fino a quando avevo 16 anni, credo».

Dopo aver girato Spider-man è stata travolta dalla grande popolarità e come sappiamo, certe volte il successo può dare alla testa o far ammalare persone psicologicamente più deboli, proprio come è successo alla Dunst. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, quel periodo fatto d'interviste e importanti richieste di lavoro, per l'attrice  è stato uno dei più bui e difficili della sua vita. In perenne stato comatoso cercava di darsi euforia con droghe di vario tipo e soprattutto alcol «Mi ero ammalata, ma sono uscita dalla depressione: il rehab e poi l'analisi mi hanno resa più forte, per questo non l'ho tenuto nascosto, mai vergognarsi della propria debolezza. [...] Non c'entrava il film o la popolarità, ero io che non andavo bene con me stessa. Capita di aver bisogno di cambiare». E per farlo si è dovuta allontanare da Hollywood per qualche tempo, stabilendosi a Parigi, città nella quale afferma di aver vissuto completamente da sola «Ero fuggita dall'America, da Hollywood, dai fantasmi di certe persone».

Dopo l'esperienza con la depressione era scomparsa dalla scena, girava pochi film ma non esattamente per sua scelta «Hollywood non mi propone spesso grandi ruoli». 
Oggi è una donna più sicura di se e di quello che vuole. Capace di passare senza troppi problemi da piccoli film indipendenti alle mega produzioni americane. Ammette di pensare seriamente da qualche tempo ad un futuro nella regia,  infatti si è già messa in gioco con due cortometraggi «Dopo tanti anni nel mestiere ho l'esperienza necessaria. Lavoro già come produttrice» ma punta alla regia, anche se «Penso che la regia non sia un lavoro da donna. Bisogna essere duri, forti, tirannici. Ammiro molto donne come Angelina Jolie e Sofia Coppola». E proprio con la Coppola ha un legame molto speciale e duraturo, che le ha portate a lavorare più volte insieme «Ci siamo viste crescere, la nostra amicizia autentica è cosa rara a Hollywood. Non la ringrazierò mai abbastanza per avermi regalato un film come Il giardino delle vergini suicide».

Ammirata ed apprezzata per il suo talento ma anche per aver dimostrato, nel corso degli anni, stile ed eleganza, non solo sui red carpet ma anche nella vita di tutti i giorni. Richiestissima da molti stilisti e brand importanti che la vogliono come testimonial o guest star nel front row delle sfilate.
Volto ufficiale per Bulgari, sulle passerelle adora sfoggiare look dai tagli vintage sempre molto ricercati, per i capelli è solita adottare morbide onde e per le labbra invece ama giocare con i rossetti dalle tonalità forti.
Il suo marchio di riferimento? Chanel. Una preferenza che punta al tradizionale ma che cerca di mixare con capi moderni e tanto tanto fascino.

9 novembre 2013

Icona di stile: Audrey Tautou

Capelli corti e sorriso ingenuo da chi sembra aver scoperto chissà quale nuova meraviglia. Audrey aveva il destino segnato sin da quando era piccola, con un nome come il suo (in onore della magnifica Hepburn) non poteva che fare l'attrice ed essere icona di uno stile sobrio e sofisticato.
Minuta, schiva e dall'aria sognante continua a definirsi una perfetta antidiva, una di quelle attrici che ha sempre tenuto moltissimo nel tenere riservata la sua vita personale, anche dopo aver ottenuto il grandissimo successo con Il favoloso mondo di Amélie, (pellicola che ha lanciato definitivamente la sua carriera) ma soprattutto nel tenersi lontana da certi meccanismi hollywoodiani «Non sono disposta a tutto in nome della fama, voglio vivere serena. Per lavorare a Hollywood ci si deve prodigare molto anche in termini di eventi mondani e non è proprio il mio ambiente. A Parigi vivo bene. E dire che il mio primo approccio con la città non fu per niente positivo».
Affascinante, di una bellezza particolare che non tutti apprezzano, lei stessa ammette di essersi sempre sentita bruttina «Non mi sento bella. Posso piacere, ma le belle ragazze sono altre. In passato ho addirittura sofferto la loro presenza, mi mettevano un po’ di soggezione. Chissà, forse è anche per questo che sono diventata attrice: per superare le insicurezze» ma quello che sicuramente non è messo in discussione è il suo straordinario senso dello stile e di eleganza tanto da essere scelta come testimonial per Chanel ed essere protagonista di uno degli spot più belli girati per la maisons.
Sul red carpet, contrariamente a molte colleghe, preferisce abiti corti (non eccessivamente) senza però snobbare quelli lunghi: in entrambi i casi risultano essere abiti dalle linee semplici e pulite. Anche nella vita al di fuori dei riflettori l'attrice preferisce non osare troppo. Una scelta la sua sicuramente poco anticonvenzionale ma comunque d'effetto «La moda mi piace, ma non seguo le tendenze. Diciamo che mi faccio ispirare da quello che mi vedo bene addosso. Come tutte le donne sono un po’ difficile!».

26 ottobre 2013

Icona di stile

Figlia d'arte, inizia la sua carriera nel mondo del cinema da giovanissima e vede la svolta decisiva nel 1995 in Seven al fianco di Brad Pitt, con il quale ha avuto una relazione durata un paio d'anni: tutti i riflettori erano puntati su di loro che rappresentavano la coppia del momento. Con Sliding Doors e Shakespeare in Love raggiunge l'apice del successo e anche il tanto desiderato Oscar. Da li seguono alcuni scivoloni cinematografici (che delulono le altissime aspettative che i critici e i fan nutrivano su di lei), la morte del padre, il matrimonio con il leader dei Coldplay Chris Martin dal quale ha avuto due figli Apple e Moses, una depressione post-partum, una parentesi musicale, un libro di cucina e un portale e-commerce, Goop. Diciamo che non si è poprio fatta mancare niente!
Se nella sua carriera nel cinema qualche passo falso c'è stato per quanto riguarda i suoi look no. Impeccabile, di una bellezza eterea e dal fascino aristicratico, è stata nominata dalla rivista People la donna più bella del mondo. Sicuramente merito del fisico invidiabile, ma anche del suo stile che sembra essere completamente in linea con il suo modo di essere: elegante, essenziale, chic e talvolta bon ton senza dimenticare un tocco di sensualità mai volgare, proprio per questo è stata paragonata a Grace Kelly.
Corteggiata da molti stilisti, volto per Max Factor e delle fragranze Estée Lauder, ultimamente la vediamo in tv nello spot pubblicitario come testimonial del profumo Boss Nuit Pour Femme, nel quale sfoggia un abito minimal e sensuale.
Nonostante la sua innata eleganza, l'attrice ha più volte rivelato di sentire molto vicino a lei lo stile rock che le regala un senso di libertà che non trova con altri stili “E’ facile sentirsi un po’ rock tutti i giorni – dice Gwyneth – bastano due prodotti: un buon mascara e un eyeliner sfumato dalla base delle ciglia.” Rock che in parte ritroviamo nella sua capsule per Michael Kors  – suo amico da quasi vent'anni  –  in vendita a partire dai primi di Dicembre esclusivamente nel suo portale. Sembra proprio che il mondo della moda le interessi molto, che stia pensando ad un futuro come stilista?

19 ottobre 2013

Icona di stile

 Che sia un'attrice di grande talento ha avuto modo di dimostrarlo più volte nel corso di questi anni, collaborando con importanti registi del calibro di Lars Von Trier o Franco Zeffirelli. 
Ma Charlotte Gainsbourg con il tempo è riuscita a perfezionare il suo look diventando una vera e propria icona di stile, non solo in Francia: elegante, esile e raffinata ma con un tocco casual/rock, mai banale anche sulle passerelle ma senza ostentare troppo. Non si può certo definire una dalla bellezza classica, anzi se paragonata ad alcune colleghe o alla madre in giovane età (Jane Birkin) potrebbe risultare addirittura bruttina, ma è proprio il suo stile e il suo fascino - ereditato dalla madre - a renderla così particolare ed unica.
Capelli lunghi, morbidi maglioni oversize dal taglio maschile, giacche in pelle e jeans/pantaloni aderenti, sono alcuni degli elementi ricorrenti nei suoi look, una sorta di perfetto mix di stili perfettamente in linea con il bobo chic parigino. Carine Roitfeld, ex direttrice di Vogue Francia - che inserì foto di Charlotte sulla copertina della rivista nel 2007 - disse su di lei: “Charlotte è l’equivalente francese di Sofia Coppola, è l’artista dallo stile impeccabile che proviene da una famiglia famosa e che tutte le giovani donne vorrebbero essere”.
A noi non resta che continuare ad ammirare il suo stile ma anche la sua bravura che non si limita al mondo del cinema: oltre ad essere attrice e modella, Charlotte è anche una cantante di tutto rispetto.